Le coppie straniere scelgono l’Italia per il fatidico “sì”

Secondo i dati Istat gli italiani non si sposano più (nel 2014 si sono celebrati 4.300 matrimoni in meno del 2013) ma le agenzie di wedding planner sono comunque oberate di lavoro.

Come mai? Ci pensano le coppie straniere a farle lavorare. Sì, sembra proprio che il nostro paese sia la meta più richiesta da inglesi, americani e russi (ma anche giapponesi, irlandesi e arabi) dove pronunciare il fatidico sì. E non si accontentano di castelli, ville o relais di lusso, vogliono Piazza San Marco, il Colosseo oppure il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze!

Nel 2014, in Italia, sono stati celebrati oltre 6mila matrimoni di stranieri (il 3,5% dei matrimoni totali) e l’iniziale passa parola tra amici che ha dato via a questo business si è trasformato in una moda che produce un indotto del valore di 350ml di euro. Non male eh? In effetti sono tutti matrimoni piuttosto costosi nonostante siano cerimonie con solo 30 invitati o poco più, e la spesa per questo sparuto gruppetto di parenti e amici non scende quasi mai sotto i 50mila euro. Del resto ci sono i biglietti aerei e l’albergo che alzano il prezzo, ma anche il fatto che gli stranieri non vogliono solamente un matrimonio, ma vogliono vivere una “experience” nel gusto e nello stile italiano.

Secondo una ricerca condotta da JFC Tourism & Management, i motivi per scegliere di convolare a nozze in Italia sono: la “storia e bellezze culturali” (16,3%), il”fascino e luogo desiderato” (12,9%), il “romanticismo e bellezza” (12%) e il  “cibo” (11%). È importante anche il motivo del “racconto” dell’esperienza, che hanno fatto amici o conoscenti che si sono sposati in Italia (10,5%), e il “paesaggio” (10%).

Per quanto riguarda la location, la scelta ricade quasi sempre su luoghi di tradizione e stile made in Italy: un palazzo storico sul Canal Grande, una villa michelangiolesca sulle colline toscane, ma anche ambienti a contatto con la natura come borghi rurali, fattorie e cantine, per un ritorno al passato con eleganza e romanticismo.

Il cibo è, invece, un mix di culture e tradizioni, tra cucina italiana e ricette tradizionali del paese d’origine degli sposi. In particolare gli indiani scelgono l’Italia come location ma preferiscono rispettare e onorare le proprie abitudini culinarie.

Una richiesta che va per la maggiore in questi ultimi tempi, richiesta soprattutto dagli americani, è il video mapping sui palazzi, cioè dei classici giochi di luce da proiettare sulle facciate delle lussuose residenze d’epoca prese in affitto per il giorno più importante della loro vita.

In Italia si sono sposate anche le figlie del magnate indiano Pramod Agarwal. Per Vinita, la sua secondogenita, la scelta fu Venezia. Tre giorni di festeggiamenti, prima alla Scuola Grande della Misericordia, poi all’Arsenale e per finire alla cappella rinascimentale annessa all’Hotel San Clemente. Gli invitati furono 800 e la spesa ammontò a 20 milioni di euro. Per la sua terzogenita, Ritika, fu la Puglia ad avere la meglio, ed esattamente tre diverse località a Fasano, in provincia di Brindisi, Borgo Egnazia, San Domenico e Cala Masciola Beach. Anche qui 800 invitati provenienti da tutto il mondo e 20 milioni di euro.

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance