Pakistan: il padre le spara alla testa, lei sopravvive, e la sua storia diventa un film candidato agli Oscar

Il delitto d’onore in Pakistan sarà presente domenica 28 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles, in California, per l’88esima edizione degli Oscar.

Quest’anno, a concorrere nella categoria “Documentary short film” c’è “A girl in the river: the price of forgiveness” del regista Sharmeen Obaid-Chinoy.  La storia, vera, è quella di Saba Qaiser, una ragazza pakistana di 19 anni che sopravvive miracolosamente al tentativo di “delitto d’onore” da parte del padre. Saba, come viene raccontato nel film-documentario, s’innamora di un ragazzo e contro la volontà della sua famiglia scappa di casa e lo sposa. Dopo poche ore dal matrimonio bussano alla porta della sua nuova abitazione il padre e lo zio che la obbligano con la forza a salire in macchina per portarla in un luogo isolato, il luogo della sua esecuzione. Saba viene prima picchiata e poi sparata alla testa dal padre che senza pietà la mette in un sacco e la getta nel fiume. Saba, però, è ancora viva e con le poche forze che le rimangono riesce a rompere il sacco e a uscire fuori. Viene soccorsa e portata in ospedale, e quando si rimette in forze, la giovane prende la decisione di denunciare il padre e lo zio per avere giustizia. I due uomini vanno in galera, ma per pochissimo. La legge in Pakistan consente alle persone di farla franca quando si tratta di “delitto d’onore” e la famiglia della vittima perdona l’omicidio. Così, a un uomo che uccide la figlia, basta il perdono del resto della famiglia per non essere giudicato.
Oggi Saba vive nello stesso quartiere dei suoi genitori, a pochi metri di distanza dalla loro casa. Gli anziani della comunità hanno fatto molta pressione sulla ragazza affinché lei perdonasse il padre. E così è stato. Saba l’ha perdonato e oggi lui ha riacquistato la rispettabilità del padre.

Con la candidatura all’Oscar di  “A girl in the river”, c’è la speranza che qualcosa possa cambiare in Pakistan. Il Primo Ministro, Nawaz Sharif, dopo aver visto il film ha promesso di eliminare la scappatoia legale del perdono applicabile ai “crimini d’onore”. Staremo a vedere. Intanto una mobilitazione internazionale, proprio in occasione degli Oscar, potrebbe accelerare la riforma e dare forza a queste donne. In Pakistan oltre mille ragazze all’anno vengono uccise perché considerate una vergogna per la famiglia.

Per firmare la petizione pakistan-end-honour-killing

 

Nel video donne pakistane sfigurate con l’acido

 

 

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance