Dormire nel lettone con mamma e papà oggi si può fare

un padre e un figlio dormono insieme

I nostri genitori ce lo hanno vietato perché considerato poco educativo, ma prima di loro questo problema non si poneva proprio.

Ѐ giusto o sbagliato che i bambini dormano nel lettone con mamma e papà?

Se fino a poco tempo fa condividere il letto con il proprio figlio era considerato un atteggiamento diseducativo perché limitava l’autonomia e la crescita del bambino, oggi molti esperti tendono a respingere questa vecchia opinione e permettono ai piccoli di dormire con mamma e papà, almeno fino all’età di cinque anni. Sempre, ovviamente,  che sia il piccolo a manifestare questo desiderio. Secondo alcuni psicologi, acconsentire a questa sua richiesta lo farà crescere emotivamente equilibrato e in futuro sarà un adulto calmo e sano. E poi, rassicurano gli esperti, non c’è bambino oltre i 10 anni che non dorma da solo.

Il “co-sleeping”, come lo chiamano gli inglesi, non è più un “reato” educativo.

Luca Stanchieri, psicologo e life coaching, scrive nel suo blog che dormire insieme al proprio bambino, soprattutto nei suoi primi mesi di vita, non solo è in sintonia con i suoi bisogni di attaccamento ma il sonno tende a sincronizzarsi con quello della madre. Se un neonato manifesta problemi di sonno, cioè fatica ad addormentarsi o ha persistenti risvegli durante la notte, la causa potrebbe essere proprio la separazione precoce dalla mamma. E scrive Stanchieri: “Il sonno solitario del bambino è un disastro evolutivo”.

Meno drammatica ma comunque favorevole al co-sleeping è anche Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra: «Non è necessario ovviamente dormire nello stesso letto in famiglia per crescere bene, ci sono bambini che si adattano bene al proprio lettino e alla propria cameretta, mentre altri esprimono il bisogno di non rimanere soli. Questi ultimi, se costretti alla regola del proprio letto a tutti i costi, soffrono». Continua Sunderland: «In ogni caso, la ricerca di spazio nel lettone, di coccole prima di dormire, di contatto nel sonno, sono richieste emotive che i bambini non pongono a caso. Inoltre, in momenti di difficoltà e situazioni delicate, questo desiderio può ritornare anche in bambini più grandi che sono già abituati al loro letto. I passi della crescita sono personali, inutile fare riferimento ad altri bambini, esperienze o standard statistici».

Molte persone si chiedono: ma non sarà una “moda” educativa? A volte sì, lo è. Ciò che è ritenuto opportuno oggi, non lo era ieri e magari non lo sarà domani. Basta pensare a come è cambiato il modo di pensare l’allattamento: negli anni ’60 e ’70, per sottolineare l’emancipazione della donna e la sua liberazione da antichi obblighi e doveri, si spingeva per l’allattamento artificiale, oggi, invece, pare sia questione di vita o di morte allattare al seno, sia per motivi nutritivi che psicologici.

Messi da parte gli estremismi, per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, la scelta migliore è sempre il buon senso.

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance