La crisi educativa e i figli tiranni. Ma non sempre è colpa dei genitori.

un bambino che urla

Prepotenti, aggressivi, egocentrici, tiranni. Altro che angioletti, i nostri figli possono essere dei veri diavoli.

Ne sa qualcosa Isabelle, una giovane mamma di 32 anni che ogni sera, all’ora di cena, deve combattere con il suo Nicolas di 4 anni che non ne vuole sapere di mangiare quello che lei cucina e allora inizia a urlare, sbraitare, tirare calci e lanciare oggetti finché non riesce a ottenere quello che più gli piace, le patatine fritte.
Thomas di 6 anni, invece, dal viso dolce e gli occhi grandi, morde. Morde il braccio, la mano o la gamba di sua madre fino a farla sanguinare ma ciò desidera alla fine lo ottiene.

Genitori incapaci di farsi rispettare? No, sono genitori stanchi che hanno provato ogni tipo di tattica per farsi obbedire, dalla sculacciata al discorso, dalle punizioni ai premi, ma con un nulla di fatto. Perché il loro “angioletto” non è viziato o capriccioso, ma è un bambino tiranno, cioè non cambierà mai idea o posizione fino a che non otterrà ciò che vuole.

Florence Pupier è una delle psichiatre di un centro d’aiuto molto particolare all’interno dell’ospedale Saint-Eloi di Montpellier. Attivo da novembre, il centro è un esperimento unico in Francia perché invece di lavorare sui bambini difficili, si concentra sui genitori che non riescono più a gestire i loro figli.

«Il comportamento tirannico dei figli non dipende dalla mollezza o in generale dall’incapacità dei genitori ma, in molti casi, da vere patologie psichiatriche dei bambini, che vanno affrontate. I genitori che hanno perso il potere decisionale e che hanno paura del proprio bambino, non sono colpevoli, ma vittime. Noi del centro cerchiamo di toglierli da quello stato in modo che riprendano in mano la situazione».

Il gruppo di Montpellier si basa sullo studio dello psicologo israeliano Haim Omer e sul principio della Non-violent Resistance, cioè una resistenza non violenta applicata alle dinamiche familiari. Rifacendosi alle dottrine di Gandhi e Martin Luther King, il professor Omer ha sviluppato la teoria della  “Nuova Autorità” (NA), cioè come affrontare in modo efficace i comportamenti distruttivi e autodistruttivi dei propri figli attraverso metodi non punitivi e soprattutto che non si basino sul giocoforza.
«Se i genitori calcano il loro comportamento su quello del figlio e accettano la logica della lotta di potere s’instaura un circolo vizioso che non porta a nulla», spiega Pupier, «La nostra scommessa è, invece, cambiare i genitori dando loro più fiducia in se stessi e togliendoli da certi meccanismi che tendono a ripetersi in casa. Se noi cambiamo, le scelte degli altri non possono restare le stesse».

Diversa ma rivoluzionaria è, invece, l’iniziativa di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio dei minori, che per affrontare l’indiscussa crisi educativa di questi tempi ha inventato la “Carta dei doveri dei bambini e degli adolescenti” che pone l’accento sulle responsabilità sociali di bambini e adolescenti verso i genitori e gli educatori, dando priorità alla sfera dei doveri: «Nel corso dei dieci anni di attività dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori si è giunti alla consapevolezza che è vero che bisogna guardare ai diritti dei bambini come fondamento principe di una comunità civile e democratica, diritti che vengono calpestati ogni giorno», spiega Marziale, «ma è anche vero che viviamo un’epoca in cui, proprio per la crisi della famiglia e della scuola, i bambini non ci ascoltano più».

<


>

La carta dei doveri dei bambini e degli adolescenti: a ogni diritto deve corrispondere un dovere:

1)DOVERE di rispettare i genitori: al corrispondente diritto del Minore di avere una famiglia in cui crescere ed essere accudito corrisponde il dovere di considerarsi come facente parte di un nucleo di relazioni e ruoli in cui ciascuno dei membri ha l’onere di rispetto dell’altrui ruolo. Il genitore ha il diritto di impartire regole educative che il Minore ha l’obbligo di riconoscere e rispettare.

2) DOVERE di rispettare i docenti: al corrispondente diritto del Minore di essere considerato destinatario di attenzione e cura da parte di un agente educativo quale è il docente, il Minore ha il dovere di rispettare il ruolo dell’educatore e le istruzioni da questo impartite. Ha, altresì, il dovere di utilizzare linguaggio e abbigliamento consono al contesto educativo.

3) DOVERE dell’accoglienza: al corrispondente diritto del Minore di essere accolto e considerato nella comunità sociale, il Minore ha il dovere di attuare comportamenti di ospitalità e di ricevimento accogliente verso altri soggetti che entrano a far parte della comunità sociale da qualsiasi luogo provengano, coltivando la integrazione del proprio compagno senza distinzioni di etnia, religione, cultura, lingua, condizione personale o sociale.

4) DOVERE di studiare: al corrispondente diritto del Minore di ricevere una adeguata istruzione corrisponde il dovere del Minore di impegnarsi nello studio inteso come crescita del valore di sé e il dovere di partecipare ai progetti educativi per migliorare la propria condizione di crescita anche nelle relazioni con gli altri compagni.

5) DOVERE di rispetto della legalità e delle regole di pacifica convivenza sociale: al corrispettivo diritto del Minore di essere tutelato legalmente  nelle proprie aspettative giuridiche e di non essere destinatario di atti di  violenza il Minore ha il dovere di rispettare le regole giuridiche che gli vengono somministrate attraverso le agenzie educative e il dovere di porre atti e comportamenti non violenti sempre e in qualsiasi circostanza rispettando i propri compagni.

6) DOVERE di utilizzare con criterio gli strumenti mediatici di comunicazione: al corrispettivo diritto del Minore di fare uso dei mezzi di comunicazione quale momento di crescita personale corrisponde il dovere di usarli con responsabilità e criticità considerandoli in ogni caso come elementi educativi secondari rispetto alla educazione e alla autorità e autorevolezza impartita dalla famiglia e dalla scuola, uniche prioritarie  fonti di crescita educativa.

7) DOVERE di informare il genitore dei propri disagi o difficoltà: al diritto di essere aiutato e supportato nei momenti di difficoltà e disagio del Minore quest’ultimo ha il dovere di informare i genitori e i docenti dei propri vissuti contingenti che provochino condizioni di disagio e difficoltà al fine di ottenere l’ausilio migliore.

8) DOVERE di solidarietà: al diritto del Minore di ricevere ausilio da parte della comunità, corrisponde il dovere di impegnarsi ad aiutare chi si trovi in condizione di bisogno e di necessità.

9) DOVERE di ascolto: al diritto del Minore di estrinsecare la propria personalità nell’ambito familiare e sociale corrisponde il dovere di ascoltare attivamente il diritto di estrinsecazione di tutti gli altri componenti della propria famiglia e della società con cui si relaziona, ritenendo l’ascolto momento di arricchimento e di crescita personale.

10) DOVERE di usare la comunicazione verbale e non violenta: al diritto del Minore di poter esprimere liberamente le proprie idee nella famiglia e nella società corrisponde il suo dovere di rispettare la libertà di comunicazione verbale di tutti coloro che a lui si relazionano usando una modalità pacifica.

 

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance