E la chiamano “continuità affettiva”

Mauro Ferri con le due bambine

Aiutiamo Tiziana Cardile e Mauro Ferri

Tiziana Cardile e Mauro Ferri sono marito e moglie e quattro anni fa sono diventati genitori affidatari di due bambine, Bianca e Sabrina.
Durante questi quattro anni hanno imparato a conoscersi, a rispettarsi, ad amarsi e a dar vita a una bella famiglia, unita e felice, di cui fa parte anche Toffee, un cucciolo di cane che è cresciuto assieme a loro. Tutto procede nel migliore dei modi, quando un giorno, all’improvviso e senza avvertire, i servizi sociali dichiarano adottabili le bambine e cosa succede? Un giudice separa Bianca e Sabrina da chi considerano il loro papà e la loro mamma dandole in adozione ad altre due famiglie. Sì, due famiglie diverse, quindi doppia sofferenza, le bimbe non possono neanche crescere insieme. Tiziana e Mauro sono distrutti dal dolore perché avrebbero voluto adottare loro legalmente le piccole, ma per i servizi sociali il tempo a disposizione per le pratiche burocratiche che servono a dichiarare una coppia idonea all’adozione è scaduto. Come scade il latte o lo yogurt. Peccato che qua si tratta di due bambine. Ma che strazio è mai questo? L’affido è sì una scelta d’amore, di impegno, di solidarietà e sostegno, ma anche di serenità. Saranno serene ora Bianca e Sabrina?

E che fine ha fatto la legge n. 2957 approvata dal Senato della Repubblica il 12 marzo 2015 che riconosce il diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare? La legge esprime chiaramente il concetto che in caso di adottabilità di un minore già collocato in affidamento famigliare, i tribunali per i minorenni dovranno preventivamente valutare la disponibilità all’adozione delle famiglie affidatarie. E’ possibile che tutta la documentazione di psichiatri, psicologi, assistenti sociali e periti del giudice prodotta nell’arco di cinque anni da Tiziana e Marco, che era servita per accogliere le bambine, non poteva essere trasferita dall’ufficio affidi all’ufficio adozioni in modo da sveltire la burocrazia?

No, la burocrazia prima di tutto. Prima di Bianca, Sabrina, Tiziana, Marco e Toffee.

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Su Facebook il post di Tiziana Cardile. Da condividere il più possibile. Per aiutarli, firmate la petizione petizione Tiziana Cardile e Mauro Ferri

Bianca.
Sabrina.
Se state leggendo è perché ci state cercando.
Vi chiedo scusa perché sto rendendo pubblico un dolore che andrebbe consumato in privato ma questo è l’unico modo che ho per sperare che un giorno vi potremo rivedere o anche solo risentire.
Mercoledì 15 Giugno 2016 i servizi sociali ci hanno chiamati per comunicarci che il giudice aveva emesso il nuovo provvedimento. Il provvedimento diceva che sareste state separate e date in adozione a due famiglie diverse e che noi non avremmo più potuto ne vedervi e neppure sentirvi e non avremmo mai saputo dove sareste andate a continuare la vs piccola, devastata vita ma questo, forse, alla data di oggi ( 22 Giugno 2016) forse già lo sapete anche voi.
Ciò che non sapete è che noi abbiamo tentato qualsiasi cosa per riportarvi a casa ma nulla è stato possibile.
Non pensavamo potesse finire così.
Non pensavamo che i servizi sociali, che sicuramente da tempo avevano stabilito un nuovo progetto per voi, ci mettessero di fronte al fatto compiuto senza darci nessuna possibilità. Ci è stato detto che non eravamo nell’elenco delle famiglie adottive che erano in possesso dei requisiti adeguati; che anche noi probabilmente avevamo tutti i requisiti ma che dovevamo essere “valutati” e questo richiedeva tempo e tempo non ce n’era più .
Che l’avervi avute in affido per 4 anni durante i quali avevamo imparato ad amarci e ad essere una bella famiglia non aveva alcun valore.
Che tutta la documentazione prodotta nell’arco di cinque anni da psichiatri, psicologi, assistenti sociali, periti del giudice che riguardava me e papà non poteva essere trasferita dall’ufficio affidi all’ufficio adozioni in modo da sveltire la “valutazione”.
Perché non si può, non si può e così sia.
Siamo tornati a casa sconfitti, non ci è permesso neppure darvi le vs cose, giocattoli e foto, soprattutto le foto, la nostra vita insieme. Ci è stato detto di fare due pacchi separati uno per te Bianca e uno per te Sabrina. Come se la vita delle persone si potesse dividere e riporre dentro a delle scatole da consegnare separatamente.
Oggi Bianca ho acceso il tuo cellulare, hai più di 500 messaggi delle tue amiche.
Io e papà vi vogliamo dire che vi vogliamo bene, ma questo l’avete sempre saputo.
Quello che dovete ricordare sempre è che se un giorno ci cercherete, noi non potremo farlo perché i vs cognomi cambieranno, saremo qui ad aspettarvi, che la casa dove avete vissuto sarà per sempre la vostra casa e che ancora speriamo che Toffee con la quale siete state cucciole insieme possa mantenere la promessa di essere, un giorno, un vecchio cane che accompagna due meravigliose e coraggiose giovani guerriere a discutere la tesi di laurea.

Mamma e Papà

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance