La particolare indipendenza dei bambini giapponesi

In Giappone, già a sette anni, i bambini vanno a scuola da soli, vengono mandati dalla mamma a fare delle commissioni, prendono addirittura la metropolitana e il treno senza l’aiuto di un adulto, con l’abbonamento attaccato allo zainetto.  Si spostano in piccoli gruppi e nel caso di due fratelli, il più grande si prende cura del piccolo e a volte, come si vede nel video, accade anche il contrario.

Le mamme occidentali non permetterebbero mai a un figlio di sette anni di andare a scuola da solo, neanche se l’istituto fosse a 100 metri da casa, anzi, giudicano malissimo i genitori che lo fanno, degli irresponsabili secondo loro.
E se dovesse perdersi, scivolare e farsi male, essere investito da una macchina, essere avvicinato da un male intenzionato, essere rapito dal famoso “zingaro”, essere morso da un cane, avere un attacco di pianto? Così penserebbe una madre italiana, perennemente preoccupata per l’incolumità dei figli, anche quando il pericolo non c’è.

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Ma da cosa dipende questo particolare livello di indipendenza dei bambini giapponesi? Dwayne Dixon, antropologo culturale, ha spiegato che questi bambini vengono educati da subito a poter contare sulla comunità, quindi a rivolgersi a qualsiasi persona in caso di necessità. Sono consapevoli che in caso di pericolo e in mancanza di mamma e papà ci sarà comunque qualcuno pronto ad aiutarli. Ecco dove sta la differenza tra noi e loro: noi insegniamo ai nostri figli a diffidare del prossimo mentre in Giappone a fidarsi.

A fidarsi ma anche ad essere responsabili. A scuola, per fare un esempio,  i bambini puliscono e servono il pranzo a turno e questo li riempie d’orgoglio, li fa sentire grandi e responsabili, capiscono in modo concreto quali sono le conseguenze se fanno disordine, poiché poi dovranno pulire da soli.

In Giappone i genitori ripongono una grande fiducia non solo nei figli, ma nell’intera comunità. «Tanti bambini in tutto il mondo sono autonomi», osserva Dwayne Dixon, «ma secondo me la cosa che più affascina gli occidentali in Giappone è il senso di fiducia e cooperazione che esiste, spesso tacito e non richiesto».

Il video è tratto da un una famosa trasmissione televisiva intitolata Hajimete no otsukai (La mia prima commissione): si vedono due fratellini che vengono mandati a sbrigare delle commissioni da soli, mentre provano a raggiungere il fruttivendolo o il panettiere, tutto viene filmato di nascosto da una troupe televisiva.

About Leonardo Aberti

Del 1956, libero professionista che ama la comunicazione sopratutto via web. TRAINER emozionale, opinionista e innovatore