Piercing e minori: cosa dice la legge e attenzione al fai da te

piercing

L’anno scorso mia figlia, che oggi ha 15 anni, un giorno invitò a dormire a casa due sue amiche. La madre di una di queste ragazze mi telefonò il pomeriggio per avvertirmi che sua figlia usava farsi i piercing da sola quando andava a casa degli altri perché meno controllata, e quindi mi chiese di prestare molta attenzione. Quanti piercing si era fatta da sola questa ragazza? Tre: uno sulla lingua, uno sul sopracciglio e uno sull’ombelico. Mi venne spontaneo quindi suggerire alla madre che forse, invece di mettere ogni volta la figlia in punizione, sarebbe stato il caso di parlarle dei rischi che stava correndo con il fai-da-te oppure di firmare il consenso e portarla da un professionista perché comunque la giovane adolescente, un tipino davvero particolare, avrebbe continuato a farseli da sola. La madre, contraria ai “fori”, disse che mai avrebbe ceduto, per principio.

Ognuno la può pensare come vuole, ma questo genitore sa cosa sta rischiando la figlia? Non credo.

Il rischio più grande di farsi un piercing da soli a casa è il pericolo infezioni. Di solito i giovani, quando decidono di farsi un buco sulla pelle in segreto, utilizzano aghi per cucire (a volte anche graffette) sterilizzati in modo approssimativo, cioè bruciando la punta con l’accendino o sul fornello della cucina. E’ bene sapere che così ci si può procurare un’infezione poco pericolosa come quella causata da stafilococchi oppure una ben più grave come l’epatite. E da non sottovalutare anche l’infezione da HIV, perchè tutte sono in agguato quando si trascura l’importanza di affidarsi a degli esperti del settore. E quando si parla di esperti vuol dire professionisti che hanno un’autoclave per sterilizzare gli strumenti e non pseudo-piercer a basso prezzo del dopolavoro.
E poi c’è il rischio sanguinamento. Quando è una mano esperta a eseguire un piercing la perdita di sangue è molto contenuta perché il foro viene fatto nel punto giusto e con la giusta pressione. Un ragazzo senza esperienza può eseguire male il buco rischiando non solo un sanguinamento importante ma anche di procurarsi una cicatrice antiestetica che si terrà per tutta la vita.

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I dati sono di qualche anno fa ma mostrano comunque la situazione allarmante sul tema piercing/tatuaggi e adolescenti: secondo uno studio realizzato dall’Università Parthenope di Napoli su un campione di 9.322 ragazzi, il 31,3% ha un piercing e l’11,3% un tatuaggio. Le femmine, rispetto all’altro sesso, prediligono più il piercing al tatuaggio e l’età media è tra i 13 e i 15 anni. Il dato preoccupante è che il 79,4% degli adolescenti non è consapevole dei rischi effettivi di queste pratiche se effettuate da soli o da persone non del mestiere.

Cosa dice la legge sul piercing e i minori: la legge prevede che si debbano avere almeno 16 anni e l’autorizzazione dei genitori per farsi un foro, fatta eccezione per quelli ai lobi delle orecchie (legge).
Purtroppo ci sono molti piercer poco seri che anche senza autorizzazione o la maggiore età del ragazzo effettuano lo stesso questa pratica. Da queste persone bisogna scappare a gambe levate perché se ignorano la normativa probabilmente ignorano anche le norme di igiene.
Genitori, meglio firmare il consenso che rischiare la salute dei vostri figli!
L’autorizzazione a far eseguire sul figlio minorenne un piercing è un documento che va firmato da entrambi i genitori (nel caso di genitori divorziati può essere sufficiente far firmare l’autorizzazione al genitore che ha ricevuto l’affidamento, mentre nel caso di affidamento congiunto serviranno comunque le firme e l’autorizzazione di entrambi i genitori).
Sul consenso devono essere indicate le generalità di entrambi i genitori esercitanti la potestà e una piccola descrizione del piercing che verrà effettuato, riportato in calce al documento.
La descrizione è molto importante per identificare l’autorizzazione ottenuta: se, per esempio, sul foglio è riportato un piercing al naso e il ragazzo cambia idea e decide per un piercing al trago, ci sarà bisogno di una nuova autorizzazione, in quanto l’applicazione indicata sul documento non coincide con il lavoro richiesto.
In alcune zone d’Italia, poi, è necessario anche firmare un consenso informato, cioè un foglio che spieghi le possibili complicazioni per chi si sta avvicinando al primo piercing e che liberi il professionista dalla responsabilità che qualcosa vada storto.

Download autorizzazione Genitori per il piercing autorizzazione

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance

One thought on “Piercing e minori: cosa dice la legge e attenzione al fai da te

  1. nell’articolo si parla di età minima con consenso genitori 16 anni…nella legge ( Testo coordinato della legge regionale 31 maggio 2006, n. 28) collegata al link dell’articolo invece parla di 14 anni…..
    chi dei due ha ragione?
    Grazie 🙂

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