Fuga di gas responsabile di troppe tragedie: tre regole per la sicurezza

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Nel 2016 ci sono state 38 esplosioni causate da impianti a gas e 10.625 segnalazioni di fughe di gas. Nel 2015 i numeri sono stati decisamente peggiori: 177 esplosioni e 23.000 segnalazioni.

Purtroppo nelle pagine di cronaca si leggono troppo spesso notizie in cui esplodono intere palazzine, provocando la morte di persone. Proprio ieri, a Catania, l’ennesima tragedia: è scoppiata una bombola di gas mandando in briciole un palazzo di tre piani e provocando feriti e la morte di una donna.

Se pensiamo che il gas, GPL o metano, viene usato nella maggior parte delle nostre case per alimentare stufe, impianti di riscaldamento e cucine, praticamente ogni italiano vive “avvolto” nel gas e il pericolo a cui siamo sottoposti non è da sottovalutare, soprattutto in inverno, quando c’è un intenso funzionamento di caldaie e stufe.

Per questo, oltre a seguire scrupolosamente tutte le norme di sicurezza in fase di installazione e manutenzione degli impianti, è importante prevenirle, saperle riconoscere e agire.

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Tre regole da rispettare

L’ingegnere Alessandro Paola, dirigente del Centro operativo nazionale dei vigili del fuoco, è chiaro sull’argomento e dice:

«Sono tre le regole da rispettare: installazione certificata, manutenzione periodica fatta da personale qualificato, uso attento degli apparecchi».

Il metano, ha ricordato Paola, «è un gas infiammabile che può causare esplosioni se fuoriesce accidentalmente per disattenzione, cattivi comportamenti, difetti di funzionamento degli impianti. Per questo», continua l’esperto, «bisogna innanzitutto accertarsi che gli impianti siano realizzati a regola, con il rilascio di certificazione di conformità da parte dell’installatore. Poi è assolutamente importante la manutenzione, che deve essere svolta da personale qualificato: il tubo di collegamento del gas, se è in gomma, va sostituito periodicamente e, comunque, deve essere cambiato a cinque anni dall’installazione».

Altre regole per prevenire la fuga di gas

  • far installare la caldaia in un luogo dove c’è ricambio d’aria
  • non utilizzare la stessa canna fumaria per più di un impianto
  • quando si parte per qualche giorno, chiudere il rubinetto del gas
  • nel caso di una vecchia cucina, accertarsi che le manopole del gas siano perfettamente chiuse e non lasciare i fornelli accesi esposti a correnti d’aria che potrebbero spegnere la fiamma facendo però uscire il gas

In caso di fuga di gas

Il principale indicatore della presenza di una fuga di gas è il suo odore, ma è bene ricordare che il gas utilizzato nelle abitazioni per uso domestico è in realtà completamente inodore ma viene miscelato con additivi proprio per renderlo facilmente individuabile e consentire di riconoscere il pericolo.

In caso di una fuga di gas Alessandro Paola consiglia di «avvertire subito i vigili del fuoco se si avverte odore di gas, far ventilare gli ambienti e non accendere fiamme o interruttori elettrici che potrebbero innescare la miscela».

Da evitare il fai-da-te, cioè cercare da soli la perdita di gas.

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance