Fateci entrare nel mondo di tutti, vogliamo “sentire” anche noi.

SaraGiadaGerini

Un video con una serie di cartelli per spiegare com’è la televisione secondo i sordi. Un video girato da una donna italiana, forte e determinata, in cui chiede la sottotitolatura 24 ore su 24 dei programmi televisivi. Un video che ha fatto il giro del mondo: 25 milioni di visualizzazioni e 760mila condivisioni. 

Ecco qui di seguito la storia di Sara Giada Gerini

Sara Giada Gerini è una donna tosta. Si capisce dalla forza e dalla determinazione con cui racconta la sua vita: da quando era nella pancia della mamma e i dottori pensavano che sarebbe nata senza braccia e gambe a causa di una rosolia. Invece aveva visto la luce del mondo integra e perfetta. All’apparenza.

«Ero una bambina sveglia e capivo tutto anche se non sentivo» spiega. Un handicap invisibile, la sordità, che non le ha impedito di andare a scuola, frequentare l’Università e lasciare il paese d’origine Carbonia. Non solo. Sara è anche una delle più forti atlete sorde a livello nazionale. «Avevo da piccola sempre il pallone tra i piedi, così ho cominciato a praticare calcio. Unica bambina in una squadra di maschi». Centrocampista veloce, Sara non si accontenta delle scarpe coi tacchetti e dell’erba del campetto, ma diventa schiacciatrice incominciando a 11 anni praticare anche pallavolo.

Non usa la lingua dei segni. Mentre parliamo, durante l’intervista, mi legge il labiale e risponde con precisione a ogni domanda. «Sono una sorda oralista – spiega- riesco a parlare, ma sento solo i suoni molto acuti o gravi grazie a un apparecchio acustico senza il quale sarei immersa in un silenzio totale». La famiglia è stata fondamentale nell’aiutarla a non percepire la sua diversa abilità: «Ho vissuto una vita da udente e questo mi ha decisamente aiutata».

Lo sport è stato un altro ingrediente, altrettanto importante, che ha contribuito a darle coraggio per affrontare la vita. All’età di 17 anni si trasferisce a Cagliari per confrontarsi coi propri limiti e confini. Frequenta la facoltà di psicologia dello sport, continua a praticare due discipline sportive in contemporanea e cerca di trovarsi qualche lavoretto per essere indipendente.

A 19 anni durante un corso di turismo per disabili Sara incontra una ragazza che l’avvicina al mondo sportivo della pallavolo per sordi. Viene subito selezionata in nazionale. Unica sarda veste la maglia azzurra, gioca subito il suo primo mondiale e macina risultati importanti. «I ricordi più belli sono legati all’argento europeo conquistato in Turchia nel 2011. Mi sono infortunata alla caviglia durante i quarti di finale. Nonostante la brutta distorsione ho chiesto di rientrare in campo. Sentivo che era una partita decisiva e dovevo giocare lo stesso». Una determinazione, la sua, che l’ha portata a praticare anche beach volley, eletta in assoluto, tra udenti e non udenti, miglior giocatrice sarda e beach tennis continuando mietere successi importanti, vittorie e campionati. «Mi alleno tre volte alla settimana al Poetto, non potrei immaginare la mia vita senza sport» afferma .

Abituata a dare sempre il massimo sfidando pregiudizi e luoghi comuni per il fatto di essere donna e sorda, Sara è ora impegnata in una nuova partita che vuole assolutamente vincere. «Quando ho ricevuto la bolletta Enel che comprendeva il canone Rai ho deciso di scorporarlo e non pagarlo, perché molti Tg e film non hanno i sottotitoli, quando sono presenti spesso sono in ritardo e arrivano non sincronizzati alle immagini. I sordi a causa di questo disguido perdono informazioni importanti come ad esempio le notizie in tempo reale. La mia è una battaglia per tutti quelli che hanno la mia stessa diversa abilità, spero di arrivare fino alla Rai e vincerla».

Nel frattempo Sara ha rinunciato al suo lavoro come commessa in un negozio di telefonia per rincorrere i suoi sogni: creare una scuola dove insegnare lo sport ai disabili e un’azienda di servizi in cui lavorino persone sorde. Una missione sociale e un progetto di vita che presto, ne è sicura, riuscirà a realizzare.

Fonte: www.ladonnasarda.it

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance

One thought on “Fateci entrare nel mondo di tutti, vogliamo “sentire” anche noi.

  1. Che bella persona Sara !
    Una storia bellissima e che riempie il cuore di speranza di una società migliore.
    Io mi incazzo quando si fa pesare o si evidenzia in storie di questo e altro genere quando si parla di “ragazza sarda” come nel caso di Sara !
    Sara è una mia connazionale ! E’ una italiana più italiana di tante altre persone !
    Credo che dovremmo educarci tutti sia nel parlare e ancor prima nel pensare che l’appartenenza ad una terra , ad una regione italiana non debba essere da etichetta per definire ed evidenziare a modo di marchio un concittadino, sia esso muto o sordo o disabile o portatore di handicap.
    Con tutto il mio affetto per Sara le auguro di realizzare tutti i sogni e programmi che si è prefissata, perché sono le persone come lei, come Sara, che da uomo mi inorgogliscono.
    Ciao Sara
    Ciao Good Morning TV

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