I cani fiuta-diabete: precisi come un sensore glicemico

bambino e cane

Questa è la storia di Thor, un barbone gigante di due anni e mezzo, e di Cecilia, una giovane studentessa di Verona che soffre dall’età di 5 anni di diabete infantile, ovvero di diabete mellito di tipo I.

Thor è un cane allerta, cioè è stato addestrato a riconoscere una crisi iperglicemica.

“Da quando Thor fa parte della nostra vita siamo molto più sereni”, ha raccontato il padre di Cecilia al settimanale Nuovo della Cairo Editore, “prima del suo arrivo dovevamo puntare la sveglia di notte per controllare la glicemia di nostra figlia. Ora ci pensa lui ad avvertirci se qualcosa non va”. E infatti Thor un giorno si è messo ad abbaiare alle 5 del mattino segnalando un eccesso di glucosio nel sangue di Cecilia. “Preciso come un sensore glicemico, non sbaglia mai”, ha rivelato il padre.

Thor è stato addestrato da Roberto Zampieri, istruttore cinofilo da 25 anni che nel 2013 ha iniziato ad addestrare i cani fiuta-diabete per il Progetto Serena Onlus (progettoserenaonlus) concepito da una signora di Verona con il diabete di tipo I (quello insulino dipendente) con l’obiettivo di sostenere bambini e giovani con questa malattia  a prendersi cura di se stessi con l’aiuto di un amico a quattro zampe.

Ma come fanno questi animali a fiutare una crisi ipo/iperglicemica?

Ovviamente con l’olfatto. Questi animali possiedono delle capacità olfattive infinitamente superiori a quelle dell’uomo. Per fare un esempio: un cane può individuare due granelli di una qualsiasi sostanza in un’area più grande di uno stadio di calcio.

Quando un malato di diabete si trova in una condizione glicemica non ottimale, la sua saliva e il suo odore sono particolari, noi non ce ne accorgiamo perché al nostro naso è impercettibile, ma i cani lo percepiscono. Addirittura questi piccoli angeli custodi a quattro zampe sono in grado di riconoscere una crisi prima che questa si scateni. Quello che fa Roberto Zampieri e altri istruttori come lui è insegnare a questi cani particolari a riconoscere quell’odore per allertare subito la persona o i suoi familiari attraverso uno specifico comportamento (abbaiare, chiamare con la zampa …) e fare in modo così che il malato possa poi eseguire il controllo della glicemia.

Per addestrare un cane che fiuta il diabete servono due anni e mezzo di lavoro, ma ne vale la pena perchè sono fondamentali quando si tratta di bambini piccoli, non dimentichiamo che il diabete è una malattia silenziosa.

Quanto costa un cane fiuta diabete? In Europa può arrivare a costare dai 14 ai 20mila euro, il sistema sanitario non rimborsa nulla. In un’intervista alla Provincia Pavese (laprovinciapavese) Roberto Zampieri spiega: “Nel nostro caso chiediamo solo un rimborso spese per l’addestratore che per due anni e mezzo segue il cane in famiglia una o due volte alla settimana e si arriva al massimo a 3mila euro. E proprio per abbassare i costi e rispondere alle oltre 300 richieste che abbiamo, stiamo formando altri istruttori, l’obiettivo è averne uno in ogni città».

 

About Alessandra Gaeta

Giornalista freelance

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